giovedì 25 luglio 2013

Cinquanta sfumature di PRECARIETA'


...no, non è un post ad alto contenuto erotico dove i protagonisti fanno le acrobazie borderline, niente Mr Grey, manette e piume di struzzo da queste parti*.
Lo scorso weekend, passato con amiche vecchie e nuove, non ho potuto fare a meno di raccogliere qualche considerazione sul tema che tutti ci attanaglia, la precarietà. Come sempre, l'incontro genera scambio e quindi riflessione, che mi piace condividere in questo mio spazio virtuale. E poi, dopotutto, questo blog si chiama precariaMENTEando, un motivo ci sarà no?!

Nel giro di 24h mi sono trovata a contatto con quattro storie, fra loro diversissime:

Esse: un contratto a tempo indeterminato, una casa di proprietà con vista campagna, un mutuo in banca e un brillante all'anulare sinistro. Si sposa a dicembre. Il futuro marito però lavora in un'altra città: si vedono solo nei weekend. Se non riesce a trovare lavoro dove hanno messo su la loro deliziosa casetta, saranno costretti a vendere, spostarsi e ricominciare da capo. Magari anche all'estero, con un inglese stentato dai banchi di scuola.


Ci: un lavoro fichissimo sulla carta (in pratica inchiodata alla scrivania a scrivere di aria fritta), un ragazzo classicamente perfetto (ricco, biondo, atletico, occhi azzurri e con voglie di paternità), nazionalità di uno dei Paesi più stabili e sicuri d'Europa. Entro un paio di settimane presenterà la lettera di licenziamento: con un'amica hanno scritto dei nomi di Paesi a caso su dei foglietti e hanno estratto a sorte l'itinerario. A gennaio partono per il giro del mondo. Se e quando torna, vuole fare un master in Inghilterra. E se a fidanzato biondo non andasse bene, tanti saluti. Non vuole mettersi a sfornare bambini lei, non ora.

Via: un lavoro internazionale a Monaco di Baviera, stipendio doppio rispetto all'Italia ma che a fine mese non lascia nemmeno le briciole, dati gli standard bavaresi. Va avanti a contratti semestrali anche lei, da due anni, nella stessa azienda, e non è escluso che con gennaio si ritrovi disoccupata. Magari si mette a fare la freelance, come il suo ragazzo svizzero. O rifà la valigia.

Dal: tre anni fa sposa un ricco nobile francese, avvolta in un magnifico pizzo antico. Ora vive in centro a Londra, con due splendidi bambini. Che stanno crescendo con un papà sempre stressato dal lavoro e dagli obblighi sociali ai quali non riesce a stare dietro, una mamma-dottore che non trova lavoro e i nonni troppo lontani per poter essere davvero parte della loro vita.

Quattro giovani donne della mia età (anno più, anno meno), per cui avrei potuto essere io stessa la protagonista di quelle storie. Di ognuna, all'inizio, superficialmente, ho invidiato la stabilità (affettiva, geografica, economica), per poi realizzare che, di stabile, non avevano molto nemmeno loro. Pare proprio che questa precarietà, in qualche sua declinazione, si sia infilata un po' nella vita di tutti. Come sempre ero ricaduta nel mio errore fondamentale, quello di guardare agli 'altri' come esempi perfetti da invidiare e ammirare. Poi ci penso e me li ritrovo sulla mia stessa barca. Siamo in tanti, si sta un po'stretti ma ci si fa compagnia.
E' questione di equilibrio, di imparare a navigare sulle onde di questo mare un mosso che è la vita.
E, possibilmente, starci sopra il meglio che si può.



*Come faccio a sapere tutti questi dotti riferimenti alle 50S?! Ecco, lo ammetto: le ho lette. Ero curiosa. Ma solo il primo libro però, e mi è bastato e avanzato, perchè l'ho trovato talmente banale, insensato, stupido e noioso che ho fatto quasi fatica ad arrivare in fondo. Meno male che me l'avevano passato in e-book, non mi sarei mia perdonata di averci pure sprecato dei soldi.

33 commenti:

  1. poi passa alle "50 sfumature di gigia" e sappimi dire... c'è da capottarsi!

    (ehy, ho fatto quasi il tuo stesso precar-censimento due settimane fa con un'amica del liceo. rabbrividiamo...)

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    1. Peccato non sia proprio il caso di dire mal comune mezzo gaudio, ma almeno sulla barca ci si sta in buona compagnia!

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  2. Siamo un po' tutti nella stessa barca, chi più chi meno, chi per motivi diversi.. Ma siamo tutti precari!!

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  3. Io faccio parte della vostra stessa barca!

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    1. Dm, Princi, speriamo solo che non affondi visto il numero dei passeggeri! :-/

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  4. cavolo !! quasi tutte, per trovare l'amore, si sono rivolte all'estero
    Mi sa che qui siamo messi davvero male

    Ps, anche io ho letto solo il primo e l'ho trovato davvero banale, un mix di collezione Harmony, De Sade e fantascienza

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    1. Delle persone di cui parlo,il 50% ha il ragazzo/marito straniero e all'estero ci è andata a vivere. Francamente le capisco, non è che io abbia avuto chissà che belle esperienze con gli uomini italiani....

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  5. Partiamo dalla fine: mi hanno appena regalato le 50 sfumature ... di pollo, interessante. le altre sfumature invece non mi interessano, mi sono limitato a sfogliare in libreria il primo libro ed ho capito che non mi interessavano (i libri, intendo)

    Per quanto riguarda le tue 4 amiche, mi sembra che raccontino tutte e 4 storie di precariato di lusso, di persone ceh hanno fatto un percorso di studio e culturale e posso permettersi di scegliere cosa fare, e con il "sedere per terra" non si troveranno mai, anche se nessuna è completamente appagata.

    Credo che molte altre ragazze farebbero i salti mortali per trovarsi nelle condizioni di Esse (tanto anche se lavorassero nella stessa citta durante la settimana i contatti sarebbero minimi) o di Dal, poter fare la scelta di Ci senza doversi troppo preoccupare di cosa succederà dopo o accumulare l'esperienza di Via.

    Insomma, francamente le tue amiche non mi alimentano preoccupazione o angosci a ... :-)

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    1. No no, infatti nemmeno a me alimentano angoscia, anzi!! Al contrario mi 'rassicura' vedere che, nonostante il lavoro figo, l'anello al dito, figli e carriera, sono tutte precarie uguale, pur nel privilegio di avere le chiappe parate, e mi sento felice di quello che ho! :-)

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  6. Il problema della nostra generazione, soprattutto se italiani, è che siamo figli della generazione posto-fisso, in cui se ti laureavi avevi un buon lavoro e sennò un lavoro lo trovavi comunque. Però quest'idea tocca proprio togliersela dalla testa, è un concetto che finirà per sparire, saremo tutti precari ed emigranti come la generazione precedente. Io credo di essermi abituata e non ci penso più neppure, eccetto quando mia madre vuole convincermi a presentarmi a qualche concorso per il posto fisso!

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    1. Esatto, il problema mio è proprio il cambio di prospettive generazionali!! I miei uguali, figurati, figli del boom economico...

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  7. Eh già! E' proprio il caso di dire che tutto il mondo è (ormai) paese!
    Speriamo di uscirne vivi e ancora gggiovani!

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  8. Io se tornassi indietro, però, un pensierino al marito ricco che mi mantiene lo farei :D

    Scherzi a parte, si è precari in tanti modi. Forse la soluzione è smettere di pensarci :)

    Bacio cara :)

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    1. Esatto, almeno smetto di sentirmi l'unica sfigata senza arte nè parte, sulla barca del precariato ci stanno pure i nobili a quanto pare!

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  9. Delle quattro storie quella che mi traumatizza di più è la prima... forse perché è quella che all'apparenza emana più 'stabilità' di tutte e contemporaneamente quella che rischia di cadere nella precarietà peggiore: azzerare tutto e ricostruire una rete di sostegno valida per una famiglia. Non so Bì, io mi sa che l'abitudine non ce la farò mai a questa vita precaria, nonostante sia l'unica che ci sia data in sorte, però hai ragione: l'essenziale è mantenersi in equilibrio...

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    1. Forse perché è la storia che abbiamo sempre immaginato per noi, e alla fine vedi che tanto sicura non è nemmeno lei, quella opzione che fin da bambine ci hanno insegnato a inseguire. Abituarsi non sarà mai possibile, ma imparare a conviverci sarà l'unica soluzione...

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  10. Bì :) hai ragione, alla fine dovunque ti giri, anche le situazioni piu' felici nascondono un senso di precarietà. Io, che ho appena cominciato a farci amicizia, non so che opinione farmene, mi concedo degli obiettivi a breve termine come se fossero delle micro-vite nelle quali io possa trovare un certo senso di sicurezza. Per il resto faccio come la nostra amata Rossella: "ci pensero' domani, in fondo, domani è un altro giorno!"

    Un bacione Bì

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    1. Vedi che Rossella, nel bene o nel male, ritorna sempre?! :-)
      Bacione Vero!!

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  11. eh si, l'errore di credere che l'erba del vicino è sempre più verde? fatto, fatto e rifatto mille volte...per poi, a ben guardare, accorgermi che non è sempre così.
    4 donne, 5 con te, così diverse e così unite da un filo che, se ci pensi, ci unisce tutte cara Bi, nella precarietà che è così insita nella nostra quotidianità da farne quasi parte in modo "normale"...
    però mi piace, la forza di queste 5 donne, capaci di camminare sul filo di questa precarietà sospesa sul burrone dell'incertezza e volteggiarci sopra come elegantissime funambole.

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    1. Che stupenda metafora hai usato, onoratissima di essere stata inclusa nel novero delle 'elegantissime funambole'! :-)

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  12. Il punto è che non si vede via d'uscita. O almeno io non ne vedo. E mi chiedo che senso abbia continuare a sognare e a lottare che probabilmente non riusciremo mai a fare il lavoro dei nostri sogni e non avremo mai dei rapporti fissi.
    Mi sembra di vivere dentro un film (triste) di Muccino.

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    1. Io l'ho più o meno sempre pensata così, poi stranamente da qualche tempo sono in un periodo un po'di grazia, in cui vedo le cose meno nere...e ci spero ancora, che qualcosa possa cambiare.

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  13. Io ho un posto a tempo indeterminato ma nella mia testa so che tutti siamo precari. Nn tutti gli aspetti della propria vita sono al sicuro, per fortuna. Altrimenti chi si darebbe da fare per migliorare? Facciamo della precarieta' un' occasione!

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    1. Potrebbe essere una bellissima occasione se fosse dipinta a tinte meno catastrofiche, e se il resto del mondo non ce la dipingesse come tale!

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  14. l'erba del vicino sembra sempre più verde... per poi scoprire che è piena di afidi o è solo apparenza. Alla fin fine il nostro prato è sempre meglio.

    Però la precarietà visti da altri punti di vista oltre il lavoro, bè sai che non ci avevo mai pensato... Oggi niente è certo. Strano per chi come me, pensava di vivere in un'epoca di certezze...
    ma ho scoperto sulla mia pelle che non è così.
    Dal giorno che sono tornata prima a casa dall'ufficio e ho trovato mio marito a letto con la mia migliore amica... e da lì è finito il mio matrimonio.

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  15. E' un mondo precario, non ci resta che barcollare assieme a lui!^^

    Moz-

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    1. Quello mai! :)
      "resto in sella fino in fondo!"

      Moz-

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  16. (io una volta ho letto perfino Moccia...mi vergogno!!!)
    Bì...ma sai che mi fai riflettere. Molto spesso sono banalmente superficiale anche io, penso che la casa, una famiglia, un matrimonio, siano tutto per fare la felicità mentre magari non penso che la mia camera in affitto e un lavoro a tempo determinato siano la felicità per altri...tutto è relativo, tutto è da guardare da molte prospettive! ^_^
    Ti abbraccio tesoro, che la tua barca affollata sia sempre un bel rifugio per te!

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    1. Esatto Berry, tutto è relativo! E anche 'relativamente' difficile, perchè una casa col mutuo può essere una fonte in più di preoccupazioni rispetto a una stanza in affitto...
      Bacio grande! :-)

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  17. Anche io non sono riuscita ad andare oltre il primo volume di '50 shades' perche' mi annoiava troppo! Comunque io dovrei vincere la medaglia della precarieta' perche' pur avendo lavoro fisso e stabilita' ho smollato tutto per una vita molto piu' incerta.. alla fine pero' e' tutto molto soggettivo, ognuno ha i suoi sogni e le sue ambizioni e l'importante e' riuscire a portarle a termine, precari o no..

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  18. Le sfumatura di precarietà sono così grigie che a sto punto direi che è meglio pensare solo a quelle del libro... e ho detto tutto!!

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