giovedì 6 giugno 2013

IAGO, c'est moi!



Ieri sera c'è stata la prima (e anche l'ultima) dello spettacolo che abbiamo messo in scena con il gruppo di teatro. Il coronamento di un percorso iniziato a ottobre, quasi per caso, così tanto per,  fermamente convinta che me ne sarei andata da lì a poco. E invece sono arrivata fino alla fine con il mio Iago, così cattivo, inca**ato con il mondo e con tutti, bastardo fino alla fine. Così reale nei suoi sentimenti di invidia e rancore da essere, secondo me, il più autentico dei personaggi dell'Otello.
Quella frase della presentazione iniziale

Eppur non c'è rimedio, questa è la piaga della carriera militare: le promozioni dipendono da favori e raccomandazioni, non dall'anzianità come una volta, quando il secondo succedeva al primo

l'ho sentita così attuale, così mia in un certo senso (dopo tutti i colloqui falliti, di cui l'ultimo, la batosta più grande, proprio perchè l'altro condidato era più inciuciato di me), che non mi è stato difficile tirare fuori la frustrazione di Iago per vedersi soffiare il posto sotto il naso da qualcun'altro (con la piccola differenza che poi io non ho ammazzato nessuno).

Pur essendo una versione ridottisisma dell'Otello (condensata in una 40ina di minuti), è stata un'enorme soddisfazione. Nessuno di noi è un attore professionista, per molti era la prima esperienza teatrale e già aver messo assieme una rappresentazione di senso compiuto è stato un grande traguardo. Gli applausi, l'abbraccio degli amici venuti apposta a vederti, chi ti si presenta solo per complimentarsi e stringerti la mano, gli occhi orgogliosi della tua maestra che, abbracciandoti, ti sussurra bravissima. Beh, sono cose grandi. Piccole, grandi soddisfazioni.

Cinque persone senza niente in comune, che probabilmente non si sarebbero mai incontrate, ma che hanno trovato nel teatro un riscatto e una ragione per andare avanti, dopo quegli eventi della vita che sembrano bloccarti per sempre: un lutto, una malattia che infrange il sogno di una famiglia, la disoccupazione, un'identità difficile da far accettare a questo piccolo mondo provinciale e conservatore. Ognuno di noi il mercoledì sera si lasciava tutto alle spalle per diventare altro.

Mi ero data lo spettacolo come scadenza per cambiare pagina. Pensavo di emigrare di nuovo, impacchettare nuovamente tutto in una valigia. Poi nel frattempo qualcosa è cambiato, e ci sono altre prospettive. La valigia è rimasta, ma è quella piccola per andare a Roma qualche giorno (per ora almeno...). E già non sto nella pelle all'idea di perdermi per i vicoli della capitale con la macchina fotografica.



23 commenti:

  1. Anche io avevo pensato di unirmi ad una piccola compagnia teatrale del mio paesello con l'intento di lasciarmi alle spalle due anni orribili e che pare non vogliano migliorare. Poi ho rinunciato ma chissà se prima o poi troverò il coraggio.

    Congratulazioni per il tuo fantastico esordio! :)

    Ti bacio

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    1. Noi ci siamo ritrovati ad essere un po'tutti dei 'casi umani', non solo io ho preso il teatro come terapia...credimi, con noi ha funzionato e aiuta tanto...bacione Princess, me l'hai tirato fuori il sole di Roma?! :-)

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  2. Ovviamente aspettiamo il reportage della tua "escursione" a Roma.. :)

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  3. Bììììì voglio vederti incazzata che fai il mio Iago moderno, riscattatore delle tue rabbie interiori! :) Bella storia il teatro, io ho sempre rifiutato...l'idea di sentire la mia calata toscanaccia su un palco non mi esalta! Complimentissimi comunque, per il coraggio e per la tenacia. Ti abbraccio forte!!

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    1. Berry magari avessimo noi la calata toscanaccia, non ti dico che "bell'" effetto fanno Desdemona, Otello &co con la cadenza brutalmente nordica...non ti nascondo che avevo una strizzaccia maledetta, poi però quando ho visto che filava tutto liscio è stato bellissimo! Grazie stellina, abbraccione anche a te :-)

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  4. Per-so-na-ggio-ne!!! Continua così ;))

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    1. ...in fondo in fondo, sono sempre stata un po'Iago (anche se quello di Aladdin :P )

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  5. Iago è stupendo e il teatro fa bene. L'ho fatto per un paio d'anni ed è stato una valvola di sfogo niente male. Ci vuole impegno e passione ma poi ti ripaga.
    Per Roma: Buona fortuna!! E fai tante foto e scrivi tanto. E noi ti aspettiamo .

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    1. Crepissimo!!! Sulle foto ci sto lavorando, in testa ho già un turbinio di parole che aspettano solo di essere scritte. Aggiornamenti al mio ritorno fra i monti! :-)

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  6. Quella frase la trovo molto attuale anche io! E ora goditi Roma, che in questo periodo soprattutto è uno spasso, è spettacolare.

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  7. non ho mai avuto il coraggio di buttarmi a far teatro, anzi quando ne avevo possibilità al liceo ho svicolato, un po' perchè sono timida e poi perchè volevo esularmi dalla massa di compagni che lo faceva solo per ottenere voti migliori con la prof..
    Col tempo un po' me ne sono pentita, poteva rivelarsi una cosa piacevole!
    i miei ultimi ricordi su un "palco" sono i momenti delle recite nelle scuole d'infanzia.. ehehehe :)
    comunque immaginatela con la cadenza del genovese e e e , aiutoo!!!
    ahahaha

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    1. Ripeto, sempre meglio della nostra parlata nordica!! Io ho un po' di orticaria alla parlata ligure causa trascorsi sentimentali infausti, ma a parte tutto è bellissima!!! :-)

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  8. Hai scritto una cosa molto bella, avere una attività in comune, un punto di incontro dove poter essere se stessi e ritrovare la forza di ripartire dopo vicende non facili. Sensazione meravigliosa.
    E poi via a Roma... ogni volta penso al tuo racconto... :-)

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    1. ...ecco, allora sai bene cosa significhi Roma per me! :-)

      P.S.: voci girano che il sequel non tarderà.... ;-)

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  9. nella giovinezza della patalice ci fu il teatro.
    ero abbastanza talentuosa (ma credo che lo dicano tutti, riferendosi a se stessi...)ma la cosa non andò mai veramente in porto... sarà perchè il livello era oratoriale...

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    1. Pure io avevo iniziato all'oratorio, e la voglia è rimasta...c'è l'ho fatta dopo 13 anni, ed è stato bellissimo! :-)

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  10. Ti invidio. Che l'invidia è una brutta roba, ma non posso farne a meno.
    Perchè io non sono mai riuscita a trovare il coraggio di buttarmi in una piccola grande impresa come la tua, che il teatro è sempre stato uno di quei sogni che tieni ben chiusi dentro quel cassetto dei segreti, chiuso a chiave a doppia mandata.
    E coltivalo, anche quando non sarai più frustrata per le occasioni mancate, per il nepotismo di un sistema che, si sa, troppe volte non premia la qualità delle persone...
    arriverà il tuo momento e le soddisfazioni saranno talmente tante che non ti basteranno 100 rappresentazioni teatrali a contenerle.
    Nel frattempo tieni sempre pronta una valigia, non la perdere questa attitudine, che anche quella te la invidio e non poco...
    ti abbraccio

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  11. Grazie Giulia, un pensiero davvero molto bello. Che una come me pensa sempre ai difetti e alle mancanze invece che ai traguardi, e mi rendo conto che qualcuno ne ho superato. Tanti di noi (io in primis!!) erano dei legni all'inizio del corso a ottobre, con una paura fottuta di 'rendersi ridicoli'. Ma abbiamo fatto un percorso e alla fine abbiamo vinto la paura. C'è la si può fare, e poi è tutto bello e luminoso. :-)

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  12. Ti capisco benissimo... io provo la stessa sensazione quando faccio gli spettacoli con addosso il naso rosso e quando facevo danza.... il palco, la piazza, o quello che è ti da una carica assurda!

    E poi Otello...vabbè che te lo dico afffà!

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  13. Ma brava brava Bì, niente di meglio che l'arte per buttarsi dietro la negatività del mondo attuale!
    Non vedo l'ora di vedere le tue foto, chissà come viene bene Roma sotto il sole.
    Ti mando un abbraccio di quelli di incoraggiamento che come ti lascio sei piu' carica di prima :)

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  14. Brava e...aspetto aggiornamenti da Roma!

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