giovedì 23 maggio 2013

RIELABORARE, ovvero di coinquiline, convivenze, solitudini e paure


Immagine presa dal web
 
In questa mia fase di ripresa, non posso fare a meno di ripensare a quando tutto è cominciato, ovvero agli ultimi mesi della mia vita a Bruxelles. Dopo un anno da erasmus reloaded-il ritorno (leggi: festini trash, fiumi di alcol, mal di testa mattutini e risvegli imbarazzanti, però con quegli annetti di più che iniziavano a farsi sentire) avevo deciso che era giunto il momento di avere una vita sana e normale.

Primo passo: sbarazzarmi delle mie CDM (coinquilinedimmerda) e andare a vivere da sola.

[Inciso sulle suddette CDM: una ispano-polacca, fidanzata con il Barambani, campeggiatore abituale del nostro appartamento nonchè disseminatore di bicchieri sporchi di vino in giro per la casa ed il bagno, intasatore di doccia, orribile visione mattutina in boxer che mi saluta con il suo inconfondibile Hello Bi uscendo pimpante dal nostro unico bagno.
Poi c'era quella bulgara, fisico da modella, fidanzata con Jackie Chan ciccione (un soprannome, un programma), altro campeggiatore abituale chez nous ma a settimane
alterne perchè viveva in Germania. Lei guadagnava al mese quello che io mettevo assieme in sei ma faceva le pulci sui soldi per il detersivo, giustificava il suo non fare una cippa per il ménage familiare con la scusa che 'lavorava alle Istituzioni e quindi era impegnatissima', scroccava con nonchalance il mio cibo italiano ma non ricambiava mai.]

Per cui, quando la mia supervisor di stage mi aveva proposto di andare a vivere da lei finchè non avessi trovato un lavoro, avevo pensato di cogliere 2 piccioni con una fava: liberarmi delle odiose coinquiline+fidanzati trash, e risparmiare sull'affitto per quel paio di mesi al massimo che, contavo, mi ci sarebbero voluti per trovarmi lavoro e casa. Mi sentivo astuta come Kattivik.

La mia supervisor era (è, perchè ci sta ancora in realtà) una donnina minuta, quasi tascabile. Massa ribelle di capelli biondi ricci, età indefinibile (per me ne dimostrava poco meno di una 40ina, in realtà è molto più vicina ai 50). Spagnola, solare, allegra e amichevole con tutti, mi aveva presa subito in simpatia. Eravamo una bella squadra.

Così, la sera dell'ultimo giorno di stage, col cuore gonfio per la fine di quell'esperienza così gratificante tanto sognata (e la schiena a pezzi per l'ennesimo trasloco, che si sa, io a non circondarmi di minchiate paccottiglia tante cose non ci so stare) mi ero trasferita dalla supervisor. Ma invece di spianarmi la strada, quella situazione apparentemente perfetta (zero spese, zero coionquiline e zero fidanzati molesti), nel giro di qualche settimana mi aveva gettata nel baratro, quasi fossi tornata ai tempi della mia prigionia polacca.

La casa era (è) enorme e bellissima: 5 piani e giardino, completo di cascata rocciosa e ulivi, per una sola persona. Una sola (manco il gatto, mancato l'anno prima. Era ancora in lutto per prenderne un altro). Mi guardavo attorno in quel salone perfetto di design (dal dubbio gusto: sulla parete principale troneggiava un inquietante maxi opera dipinta su lamina di ferro, 2metri per 3, con una bambina/coniglietta sexy, chiappe e tette in fuori mascherata da Diabolik) e lo vedevo solo vuoto. La cucina aperta e luccicante incuteva timore, con quei mobili bianchi laccati che avevi sempre paura di sporcare, il ripiano in marmo pregiato che guai! il limone e il pomodoro macchiano, l'olio unge e il sale corrode (e allora perchemminchia ci hai rivestito il pavimento della cucina?!). Infatti lei non cucinava quasi mai: a cena, grandi zuppe o cibo di rosticceria, mangiato (sola) su un tavolinetto davanti alla tv. Era una gran consumatrice di dvd a noleggio. 

La mia solitudine e la mia angoscia nella ricerca del lavoro non trovavano un sostegno adeguato in lei, che con me si comportava a fasi alterne, da amica/confidente a madre/sorella maggiore, per cui non sapevo mai bene come prenderla. E mi atterriva vedere in lei quello che sarei potuta diventare: una persona sola, con un lavoro prestigioso e ben pagato ma non gratificante (dopo 20 anni di carriera, era allo stesso livello di un neo-assunto, con almeno altre 5 persone sopra nella gerarchia interna), lontana da casa, in un Paese poco accogliente, circondata di oggetti di lusso e comodità ma senza nessuno con cui e per cui goderle.
A volte salivo all'ultimo piano, quell'enorme sottotetto mansardato ancora pieno di calcinacci e scatoloni mai sistemato perchè inutile alla proprietaria, e pensavo a che splendida stanza dei giochi sarebbe stata per dei bambini.

Dopo poco meno di due mesi di convivenza, sono tornata in Italia per le vacanze di Pasqua 2012. Tutt'ora in corso.

Ora ho capito che non stava e non sta a me giudicare le vite degli altri. Ma non posso negare che affacciarmi a quel tipo di vita mi abbia fatto provare un enorme senso di vuoto e sia riuscita a paralizzarmi.




26 commenti:

  1. Condividere casa ti fa davvero riflettere su un sacco di cose ... Penso alle ventenni che sono passate per casa mia quest'anno e avranno pensato: ma questa, a 37 anni, perché non vive da sola? Lo pensavo anche io dei miei coinquilini ultratrentenni quando ero io ventenne ... Vite, storie, scelte ... E io, alla fine, ancora non mi sono decisa ad andare a vivere da sola!

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    1. È vero, le convivenze con estranei sono sempre un'incognita, ma in questo caso un po'particolare, il mio terrore è stato di ritrovarmi a 50 anni a dover ospitare la mia stagista ventenne per avere un po'di compagnia nel mio palazzo di design VUOTO!!

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  2. I/Le CDM sono una benedizione e un tormento!! Però, al di là del sicuro trauma che hai vissuto, una che sceglie consapevolmente di mettere un pavimento di marmo in cucina non può essere il tuo specchio sul futuro! Eddai su! Sono sicura che sei meglio di così ;)

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    1. Hahahaha, esatto!! Hai colto in pieno il nocciolo della questione: io che cucino tantissimo non potrei MAI avere una cucina-gioiello che si macchia solo col pensiero, infatti ero frustratissima per non poterla quasi usare!! :-)

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  3. Essere coinquilini...quanto è difficile? Condividere, tutto, dai momenti no, alle malattie...con sconosciuti, persone che a volte nemmeno ci siamo scelti! Ci sono miriade di storie che potremmo raccontarci io e te su questo argomento! E comunque Bruxelles...non mi è mai piaciuta! Hai fatto bene a fuggire! Ci è stato per tre mesi un mio ex e io l'ho odiata da subito, città grigia e puzzolente, solo il centro era degno di interesse...w le tue vacanze di Pasqua! :)

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    1. Hahahahahaha, vacanzine un po'lunghette visto che è passata pure la Pasqua 2013... Ma si vede che servivano! :-)

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  4. a leggere i tuoi racconti ed esperienze patisco ;( io non ho fatto purtroppo esperienze simili.. ma mi sarebbe piaciuto.. e anche tanto!!!

    Qual è la tua prossima meta??:)

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    1. Oddio, le CDM sono sempre un'esperienza, però ecco, a 50 anni non vorrei trovarmi ancora nella situazione! Chissà sulla mia prossima meta...work in progress! :-)

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  5. Ti diro', uno dei motivi per cui sono SCAPPATA da Bruxelles era la tristezza infinita che mi davano le mie cape/ colleghe piu' mature, che erano tutte piu' o meno come la tua (piu' la variante quarantenne piantata dal compagno con figli piccoli e prozac in borsa). Non so perche', ma a Bruxelles ho iniziato a sviluppare anche io la paura di finire cosi', a guardare DVD con un gatto ogni sera..

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    1. Giupy che bello che mi capisci, e soprattutto non mi fai sentire l'unica psicolabile ad avere sviluppato il terrore della eurocarriera vivendo a Bruxelles (ma soprattutto frequentando gli eurocrati in loco!!!)

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    2. Ti capisco benissimo! Sinceramente a Bruxelles ero circondata da gente con il mito dell'eurocrate, ma piu' li conoscevo piu' mi sembravano profondamente infelici e soli, sempre a lamentarsi di tutto..

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  6. Insomma...come puo' la vita di un altro influenzare a tal punto? Bo, non mi e' ancora capitato...pero' ho condiviso anche io la casa per un week end con la mia capa...che brutta esperienza! La racvontero' in un post a breve!

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    1. Tina più che influenzare, mi ha spaventata tantissimo. Di certo non ho lasciato Bruxelles solo perché stavo vivendo con la mia ex capa, ma diciamo che la convivenza con lei ha contribuito ad accelerare la decisione. Forse se fossi stata in un'altra situazione di coabitazione avrei resistito di più, ma ormai...

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  7. ho fatto un'unica esperienza di convivenza fuori casa che non fossero le vacanze con le amiche... un mese in una comunità del Punto Giovane della mia Diocesi... bell'esperienza, con altre 10 persone che non conoscevo (eravamo 6 ragazze e 5 ragazzi), l'abituarmi alle esigenze altrui, la condivisione dei bagni, le pulizie, i conti sulla spesa (certo... compriamo la pasta all'eurospin per risparmiare... poi andiamoci a sputtanare l'equivalente di 5 chili di pasta di marca in una boccetta da 50 ml di olio al tartufo! no comment!), ma anche le chiacchiere fino a tardi, le colazioni e gli altir pasti tutti insieme (ma le colazioni erano le mie preferite!) la bellezza di momenti di solitudine completa che capitavano anche se in casa vivevano altre persone... poi sento i racconti di Bel-paio-di-spalle sulle sue esperienze di studio/lavoro all'estero (Danimarca e Lussemburgo)... e pure lui con coinquilini che imponevano le loro ragazze-campeggiatrici abituali/abusive, case che rasentavano l'abitabilità, cape molto s*****e... tutto l'armamentario descritto da te! e io però provo un pizzico di invidia per tutto ciò... per l'essere sempre stata ferma qui... per non essermi mai imposta nelle scelte, per aver sempre fatto quello che volevano i miei genitori... non è mai troppo tardi per andarsene... per adesso mi basterebbe quella settimana di vacanza studio in Baviera il cui pensiero sto seriamente accarezzando!!
    ciao!

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  8. Ho convissuto con altre persone diverse volte e quando provi il senso di solitudine che hai descritto perfettamente tu è tremendo. A me è successo i primi giorni che condividevo l'appartamento a Londra, soprattutto perchè vivevo con culture diverse che non hanno il nostro stesso livello di "apertura" e ho faticato a legarci in qualche modo.

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    1. Questa per me era la prima convivenza con delle persone non-italiane, e devo ammettere che la differenza su certe cose fondamentali si sentiva eccome...

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  9. Convivere con sconosciuti credo sia una delle cose più complesse di questa vita. E lo dice una che trova complicata persino la convivenza con un uomo che conosce da 7 anni. La tua supervisor mi ricorda la mia ex responsabile del mio ex lavoro. Lavorava 15h al dì, il marito fisso a Firenze e lei a Roma e viveva in un villone dei Castelli Romani, sola. Quanta tristezza. La carriera, da sola, non è niente.

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    1. ...hai detto benissimo Princess, la carriera in sè non è proprio niente. E meno male che lo si è capito prima dei 50 come la mia ex capa!

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  10. Ogni volta che arrivo in questo bell'angolo del web, vengo sempre sorpreso dalle tue avventure... che invidia Bi, se avessi vissuto un decimo delle tue esperienze ora mi sentirei molto più appagato con me stesso! Ti invidio!

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    1. Grazie Paolo! :-) Beh per quanto riguarda questa di esperienza, ti assicuro che mentre la vivevo non ero poi così appagata, anzi...ma, come tutte le cose, ha acquistato il suo peso e il suo significato a distanza di tempo.

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  11. ha ragione paolo qui sopra: siamo a "le avventure di bi".
    buona pasqua, visto che ci siamo ;)

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    1. Metiu visto il tempo è quasi il caso di dire Buon Natale (2011 ovviamente, per rimanere al passo coi miei tempi!) :-)

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  12. Anche a me, come a Berry, non è piaciuta Bruxelles, per quanto riguarda i coinquilini, mio dio quest'anno ho avuto una di quelle esperienze che ti fanno prendere in mano la situazione e dire_: ok, vado a vivere da sola, certi coinquilini sono proprio dm (stavolta me la tengo la finesse :P).
    In ogni modo, quante cose si capiscono delle persone guardando le loro case, come vivono la loro vita quando sono lontani dal lavoro, si riesce a capire quanto esattamente abbiamo conquistato. Io continuo a considerare il vero benessere quello raggiunto dal punto di vista umano, degli affetti, delle persone, i sentimenti.
    Io ho rotto tre lavatrici e un forno (il forno non so come ho fatto) in vita mia, ho distrutto senza volerlo il parquet di casa mia...in casa della signora di cui parli sarei durata molto poco :(

    Un bascione Bì e un abbraccio, anzi due :)

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    1. Fossero solo le coinquiline DM, ma quando queste hanno pure dei fidanzati DM (ed un unico bagno), la cosa diventa davvero insostenibile!! Non sai che tristezza mi metteva, vivere in una casa super-figa ma così tremendamente vuota...io la mia la vorrei proprio porto di mare! :-)

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  13. Il coinquilino DM è il mio terrore. A settembre dovrò iniziare e ho proprio paura.
    Per quanto riguarda successo, soldi e solitudine: la penso come te. Che te ne fai? Poi, non ci potrei mai vivere in una casa bomboniera.

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    1. Eh, le coinquiline DM sono un bello spauracchio, ma poi passano pure loro e ci ripensi facendoti anche qualche risata (io quando ripenso a queste qua 2, e ai loro assurdi fidanzati DM, ora ci rido pure sopra). Meno male che siamo in tanti a pensarla allo stesso modo!! :-)

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