mercoledì 27 febbraio 2013

AMICIZIA, riflessioni random

Costa baltica polacca, amica In black&me. All'orizzonte, gruppetto di amici sconosciuti

L'amicizia per me ha un valore importantissimo. Precariamentando di qua e di là, gli amici sono da sempre uno dei miei punti saldi, come la famiglia. Figlia unica, li considero un prolungamento di me stessa, quei fratelli e sorelle che non ho mai avuto.

L' amica Betty (quella della sauna), a meno di cinque anni dal matrimonio, è sull'orlo della separazione. Alla terza crisi, stavolta pare sia definitiva. La notizia in realtà non ci lascia poi così di stucco, dato che nessuno ha mai capito perchè si sia voluta sposare così presto, da finire l'università lei, la specialità lui. Uno col quale stava da relativamente poco tempo, appena uscita malamente da una storia ultraquinquennale.
Ma questi sono affari loro.
Il punto è che, pur vedendovi regolarmente, tutta questa storia non la sai da Betty, ma dall'amica comune Nìa (sempre della compagnia della sauna) che, per sfogarsi dei casini che le riversa addosso Betty, li riversa a sua volta su di te.

Betty la conosci da tanti anni. Anche se non siete mai state intime, fa parte di quel gruppetto di amici che vedi sempre quando torni a casa. Di quelli con cui passi Capodanno, Pasquetta e Ferragosto, ti fai il regalo e gli auguri il 24 dicembre. Che c'era alla tua laurea, che sei andata al suo matrimonio, che da dieci anni ci festeggi il compleanno assieme. Eppure di lei non sai nulla e quello che sai, te lo racconta un'altra persona.

Con Nìa vi etichettate a vicenda come migliori amiche da anni, ma ormai non parlate più se non dei problemi coniugali di Betty. Perchè di sè, Nìa non parla mai: si trincera dietro la sua atavica riservatezza e il ritornello 'Non è che se non parlo non ti voglio bene, sai che sono fatta così'. Così anche tu, davanti a quel muro di gomma, non riesci più a dirle tante cose. Come per esempio che hai aperto un blog, per avere uno spazio dove sfogarti e confrontarti, perchè con lei non lo hai più. Da lei ti aspettavi che ti dicesse qualcosa sulla tua immobilità forzata di questi mesi, anche insultandoti magari, ma facendoti sentire che c'era. E invece non ti chiede mai niente, nemmeno com'è andato l'ultimo colloquio.

Grazie al weekend elettorale, vedi l'amico Puccio (quello che fa le foto fighe con il Samsung S3), che di solito vive dall'altro lato del Mediterraneo. Lui è già aggiornato su tutto, e da Betty stessa, tramite regolari contatti via Wazzup: shame on you Personne, che ti ostini a non possedere uno smartphone e sei irrimediabilmente tagliata fuori dai rapporti sociali. Inoltre, Puccio ti confessa di essere appena uscito da una grossa crisi con il suo storico ragazzo: è stato malissimo, poi per fortuna la settimana scorsa sono tornati assieme. E tu non ne sapevi niente. Nada. Nulla.
E lui è uno dei tuoi amici più stretti, di quelli che sa praticamente tutto di te. Ci passi le ore su Skype o in macchina sotto casa, a parlare di tutto e tutti. Ci sei andata in vacanza assieme, ti è venuto a trovare in tutte le tue peregrinazioni per il mondo e ha conosciuto tutti i tuoi universi paralleli. Eppure, fino a pochi giorni fa, questo amico era sull'orlo del baratro e non lo sapevi. Che se ci fossi stata tu al suo posto, in crisi nera, lo avresti sentito subito. Ma lui non ci ha nemmeno pensato.

 Poi a Milano c'è la tua amica Gi.O., con cui hai condiviso università, sogni, delusioni, vacanze meravigliose e tante risate. L'hai vista l'ultima volta a novembre, poi basta. Le hai chiesto un favore di lavoro per un'amica, e non ti ha mai risposto. Dopo un mese, sei dovuta andare a chiederlo al suo ragazzo, per avere in cambio un inappellabile NO. Non ti ha risposto agli auguri di Natale, di buon anno e di buona befana, non ti ha fatto gli auguri al compleanno. Tu ti preoccupi perchè sai che ha una situazione non facile in famiglia, ad ogni silenzio prolungato temi il peggio. Invece, ti hanno detto, semplicemente non ha tempo


Mio viaggio di laurea a Praga: io, Gi.O. e la gumpis Mammetta


E allora ti rendi conto che c'è qualcosa che non va. Che l'amicizia va coltivata, non etichettata: non è che perchè eri migliore amico al liceo, lo sarai automaticamente per tutta la vita.
Le persone cambiano come noi cambiamo. Ma se l'affetto è sincero, devi sforzarti di accantonare i vecchi comodi schemi per cercare di capire l'altro. Adattandoti e magari anche forzando un po' la tua natura. Ma da entrambe le parti.
Il silenzio è d'oro, ma non siamo pesci. Se il dialogo non viene alimentato, non si costruisce un rapporto solo su ricordi, esperienze passate e vecchie fotografie.
Amicizia non è compatire. Non serve a nulla dire solo quello che l'altro vuole sentire, bisogna avere il coraggio della verità. Quella che mi aspetto e pretendo da un amico, soprattutto se è scomoda e fa male.
Quantità non è qualità. Non costruisci un rapporto con qualcuno uscendoci ogni sabato, così come puoi avere rapporti granitici come rocce con persone che vedi due volte l'anno (come le coinquis).
L'amicizia non si basa solo sull'accesso o meno alla tecnologia. Ma piantiamola anche di demonizzare i social networks: posso anche tollerare che non abbia tempo per una telefonata o una mail, ma un 'like' su Facebook mi farebbe capire lo stesso che ci sei e mi pensi. E non costa nulla.

Ma soprattutto, credo ci vogliano onestà e coraggio. L'onestà di dire le cose come stanno. Il coraggio di esporsi per cambiarle. E anche per voltare pagina, perchè di soli ricordi non è mai cresciuto nessuno.

25 commenti:

  1. Io che non so nemmeno come ti chiami, potresti essere chiunque, eppure trovo una strana sintonia con te. Penso e sento le stesse cose sull'amicizia, anche se abbiamo vissuto vite opposte. E soprattutto la vivo come te.
    Quello che dici è frutto di delusioni che ti hanno ferito, persone che non avresti mai voluto che lo facessero. Ci si sente nudi, soli, indifesi.
    E siccome i "vedrai ti servirà" non mi piacciono, mi limito ad abbracciarti durante la tua riflessione.
    Bi.

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    1. ...la riflessione prosegue e presto sfocerà in una risoluzione. Grazie per l'abbraccio al posto della retorica, fa molto meglio.
      Al mio nome 'vero' non sono abituata, causa innumerevoli soprannomi negli anni...però c'è sempre stata la costante della lettera BI (come Berry, guarda caso :) ). Semplicemente Bi, eccomi qua. Esco allo scoperto piano piano, qui nello spazio virtuale come nella vita reale. E faccio emergere un pezzettino di me, due occhi e un terzo, il bindi indiano.
      :-)

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  2. Ognuno di noi ha una Betty o una Nia, sopratutto un Puccio (io ne ho uno a cui tengo davvero tanto, con cui ho anche fatto le elementari ma che trascuro troppo ahimè).

    Non ti voglio scrivere neanche io la pappardella perchè tantissime belle parole e riflessioni le hai già scritte tu.

    Continuo a mostrarti la mia presenza anche in queste situazioni.

    Non temere, anche io non sono munita di smartphone, ho gli amici dell'erasmus che mi prendono in giro raccontandomi (in quelle fantastiche mail comuni) i loro fantastici aggiornamenti che avvengono via whatsupp (o come si scrive) dicendomi continuamente che l'unica a mancare sono io :P

    Un muà

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  3. ...e di nuovo grazie a te Vero, per la non-solitudine in queste mie riflessioni, ma soprattutto perchè ora so di non essere l'unica rimasta sulla faccia della terra a non avere Wazzup!! :-)

    Con Puccio ne abbiamo parlato, poi mi legge anche qui sul blog (ma con lui il dialogo non è mai stato un problema...anzi!!). Sulle altre ci sto lavorando, spero lo stiano facendo anche loro!

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  4. In tutti i miei vagabondaggi sono sempre arrivata ad un punto in cui sentivo di non aver più lo stesso spazio nella mia vita di sempre e al tempo stesso di non averne uno definito nella vita nuova (sempre una vita a progetto, ovviamente). Però col tempo mi sono resa conto che è destabilizzante anche per chi ti sta intorno, che non sa più se considerarti un punto di riferimento o meno. E a questo punto sta a te rassicurarli sulla tua presenza, cosa in cui io spesso ho sbagliato. Ora che sono in standby forzato, sono io a sentirmi in difetto, perchè in un momento in cui vorrei che fossero solo gli altri a cercarmi, non so bene come gestire le amicizie "accumulate" nei luoghi che sono l'unica cosa che credo di aver saputo scegliere bene finora, tra l'altro.

    Vabbè, tutto ciò per dire che ti capisco- strano eh?- ma che a volte ci vuole la forza di superare le delusioni, quando ne vale veramente la pena:)

    P.S. E poi con tutte queste novità a un posto al sole, dove lo trovo il tempo di chiamare qualcuno?

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    1. Mannaggia, questa settimana non sono stata a casa manco una sera e continuo a perdermi Upas!! Si prospetta maratona degli arretrati durante il weekend...sono curiosissima sulle evoluzioni Michele-Maddalena!!! :-)

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  5. Cara Bì, credo sia inevitabile delle volte. L'amicizia hai ragione tu, va coltivata e le etichette non dovrebbero farne parte. Eppure capita. Ci si allontana, si cresce, si va dietro cose più "importanti" mettendo da parte legami di una vita.
    Io ho lottato per alcuni rapporti, perché ci credo e perché ci tengo.
    Non sono le distanze a determinare quanto un'amicizia sia vera o meno. Non sono le volte in cui ci si vede. L'amicizia è fatta di condivisione, di emozioni, di appoggio e di fiducia.
    E bisogna crederci fermamente e metterci anche un po' d'impegno!

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    1. ...purtroppo quando l'impegno è unidirezionale serve a poco! Sono d'accordissimo anche io con quello che dici Emme, mi è già capitato di dover lottare e fare fatica per mantenere dei rapporti, ma ne è sempre valsa la pena. A questo punto però inizio a pormi dei dubbi, specie su Nìa e Gi.O. In passato abbiamo già avuto simili situazioni di incomprensione, abbiamo ricucito in nome della vecchia amicizia e del vissuto comune, e va bene. Ma quando questi silenzi, queste mancanze di appoggio, questi muri di gomma si ripetono troppo, mi viene seriamente da chiedermi se non siamo cambiate troppo finendo per allontanarci in modo irrecuperabile.

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  6. beh, io ormai ho cancellato tutte le amicizie, perché di veri amici - che ti aiutano nei momenti di difficoltà - non ho mai trovati. Ho solo delle conoscenze, persone con cui passo il mio tempo, e nulla più.

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  7. gli amici...
    le amiche...
    un mondo nel mondo!
    quello più bello, che da e toglie di più!
    personalmente ho avuto delle grandi delusioni, ma ho anche tratto tanta forza da chi è stato mio amico negli anni!
    oggi posso contarli davvero sulle dita di una mano, quelli veri...

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    1. ...parole sante, che dà ma che toglie pure!! Infatti le delusioni più grandi che ho mai avuto, vengono da amicizie tradite. E in questo periodo che sono particolarmente vulnerabile, vedere che alcune delle mie amicizie più care mi sfuggono di mano, mi destabilizza ancora di più...

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  8. Mi hai fatto venire voglia di vedere subito le mie amiche e dir loro quanto le amo.

    Sono indicibilmente fortunata da questo punto di vista. Ho un numero di amiche con la A maiuscola piuttosto elevato. Sono almeno 7. MAdò, sono tante!
    E sono amiche strettissime, con le quali cresco e condivido ogni cosa. Se ci penso mi sembra incredibile.
    Con alcune di loro il rapporto non è quotidiano, viviamo in città diverse ma quando ci ritroviamo sembra passato un giorno.
    Hai perfettamente ragione: l'amicizia va coltivata. Fortuna e intenzione ferrea. Altro chè. Ci sono stati alti e bassi, con tutte. Ma ci siamo sempre ritrovate. PARLARE, FIDARSI, CHIEDERE, ESSERCI.
    Mi chiedo spesso: tu che amica sei?
    Cerco di non dare per scontato nulla. Di chiarire ogni ombra. Di aprirmi con fiducia.

    Ho avuto delusioni pazzesche in passato..da altre persone..
    Non ho voluto imparare ad essere sfiduciata, mi rifiuto.

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    1. ...ecco, parlare. A me è quello che mi ha mandata in crisi. La mancanza della parola. Che non vuol dire che quando ci vediamo stiamo zitti, ma diciamo cose talmente superflue, talmente banali, che feriscono più del silenzio. Sarebbe quasi meglio non dirle, certe ovvietà.
      Ma non è solo un'accusa agli altri, riconosco di avere anche io le mie mancanze. Però se non si affrontano assieme, PARLANDO, non si arriva da nessuna parte.

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  9. la mia Migliorissima amica, mia sorella praticamente, non la sento mai. Ci scriviamo su faccialibro perchè al telefono parleremmo a mezze frasi (il suo lui, il mio consorte, la linea che cade). Ciò non toglie che siamo costantemente aggiornate e che spariamo ancora, da vent'anni, verità scomode e slanci d'affetto l'una in faccia all'altra. E lei è l'Amica, quella vera, l'unica ca cui affiderei ad occhi chiusi ogni cmquadro della mia vita. Ci vediamo una volta l'anno se tutto va bene ma ogni volta è come esserci viste due minuti prima...
    Ho lasciato volutamente sfumare altri bei rapporti, invece, rapporti di amore viscerale ed affinità elettive fortissime, per mancanza di interesse mio o altrui, o per troppo interesse: non mi piace portar via tempo ad un'amica che si mette in coppia con qualcuno che merita, ad esempio, quindi un passetto indietro e nessuna remora, i legami si alleggeriscono ma il bene resta comunque.
    Ché hai perfettamente ragione quando parli di coltivare. E' la parola giusta, ed io non nego un caffè e due ciaccole a nessuno, ma se devo concentrare cuore e testa su qualcuno, preferisco i famosi pochi ma buoni da coltivare.
    Non fartene un cruccio: credo sia fisiologico cercare di tenere vive le situazioni che vogliono restare tali. Ci vuole più voglia di stringersi che paura di lasciare andare...

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    1. ...ecco, proprio così. Non avrei saputo dirlo meglio! :-)

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  10. E' vero che l'amicizia deve essere coltivata, nutrita, protetta.
    A volte si dà per scontato che l'amicizia durerà per sempre, magari è pure vero, ma se non si hanno più contatti, allora dov'è la gioia dell'essere amici?
    Per la mia esperienza posso dire che nel cuore continuo ad alimentare un profondo affetto per amici/amiche che abitano troppo lontano ormai per poterle frequentare, ma sono sicura che se un giorno ci incontrassimo ancora sarebbe comne se il tempo non fosse passato!

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    1. Eh, purtroppo e paradossalmente, al momento la mia 'amicizia' più problematica è quella con Nìa che vive nel mio stesso posto, ed è quello che mi manda in bestia: così vicine, eppure così lontane!

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  11. Sarò Franco (anche se mi chiamo Paolo)... queste non sono amiche, sono decorazioni.
    L'amicizia, come dici tu, è un'altra cosa e non ha vincoli tecnologici.
    Trovo sciocco e superficiale stare ore a parlare e poi omettere le cose più importanti come ti è.
    Io, come molti altri, pian piano ho cambiato tutti gli amici che avevo dall'infanzia per il semplice fatto che, con il tempo, le persone cambiano e si viaggia a velocità diverse.
    Cara amica mia, l'unico consiglio che ti posso dare e di non aver paura a rinnovare i tuoi legami di amicizia se quelli attuali non portano a nulla :-)

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    1. Bella questa delle decorazioni, mi piace!! La riciclerò sicuramente :-)
      Comunque hai ragione, bisogna anche avere l'onestà di ammettere che si è cambiati e si sono prese strade diverse...w il rinnovo.

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  12. l' amicizia è una strana cosa ... a volte si coltiva, a volte si coltiva da sola, a volte credi di coltivarla, a volte ... non è neanche amicizia.

    Poche ma buone ... e beato che ne ha più di una!

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    1. Esatto, poche ma BUONE. Quelle non buone portano solo amarezza, come sta succedendo a me ultimamente.

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  13. Quanto hai ragione quando dici Qualità non quantità. io sono convinta che i miei più che amici sono conoscenti. Purtroppo la prima a chiudersi a riccio sono proprio io. Ma quando vedo che di fronte a me mi trovo una persona che parlaparlaparlaparla e mai ascolta.... Un amico, un amico vero è quello che riesce a star bene con te e non si sente a disagio anche se intorno c'è solo silenzio.

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  14. ...credo che alle volte, soprattutto in età adolescenziale, si possano scegliere delle amicizie non perché quelle persone che decidiamo di far camminare con noi siano uguali a noi, ma solo perché noi pensiamo che sia così. Magari perché ci sottovalutiamo e ci uniamo a qualcuno che, presumiamo, non ci potrà mai fregare o prendere in giro!
    Poi si cresce, si matura, e forse esce fuori quella persona che non è così sfigata come pensava di essere, una persona che è "avanti" e che, stranamente, non è più capita da chi pensava essere "l'estensione di se", la propria ombra...forse perché non lo è mai stata.
    Magari era solo l'ombra della propria ombra...

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