lunedì 3 dicembre 2012

GODOT, o di attese, riti scaramantici e appigli all'inappigliabile



Da mesi aspetto questo cavolo di Godot, la cui identità, al contrario che nella piéce teatrale, per me non è affatto arcana, anzi è chiarissima: Godot è un lavoro.
Uno straccio di qualcosa, purchè mi tolga da questa condizione di immobilità forzata e forzosa.
Dato che non si decide a passare, questo cavolo di Godot, ho iniziato a pensare di essere io il problema, di non incoraggiarlo abbastanza a manifestarsi. Quindi, ormai sull'orlo della disperazione, ho iniziato a praticare riti scaramantici degni dell'Inquisizione spagnola, che in certi anni bui il rogo non me lo avrebbe tolto manco una bolla papale.

Siccome finora mi è sempre andata buca, ho deciso di non dire più a nessuno (ma proprio nessuno) se ho un colloquio, ma apro un rigorosissimo silenzio stampa. Cosa per altro assai difficile, perchè non posso dire ai miei che 'esco a comprare le sigarette' (io che manco fumo) per poi andare a Bruxelles, così come all'amica che mi ospita in Belgio non posso dire 'sai, passavo di qui per caso, posso fermarmi un paio di giorni?'. Sono comunque costretta a dare delle seppur minime spiegazioni a seppur poche persone. E infatti, ho appena fallito l'ennesimo colloquio. Colpa dell'infrazione del silenzio stampa, di sicuro.

Ho provato anche con le privazioni scaramantiche, meglio conosciute come fioretti: ahimè, anni di (seppur imposta in un'età dove non si ha piena capacità di intendere e di volere) catechesi e frequentazioni parrocchiali infantili hanno pur sempre lasciato qualche segno. Così, all'ennesima promessa di essere ricontattata a breve dopo l'ennesimo colloquio telefonico conoscitivo, mi sono auto-privata del cioccolato (ma vi rendete conto fin dove sono caduta in basso??) per ben 2, dico due settimane, nella speranza che questo mio immane sacrificio sarebbe stato ricompensato dalla fatidica chiamata. Alla fine me l'hanno malamente messo in quel posto mi hanno scritto che, nonostante le mie indubbie doti, qualità paranormali e motivazione astronomica, avevano preso qualcun'altro, ma che mi auguravano 'all the best' per la mia ricerca e si dimostravano sicuri che avrei presto trovato un'altra opportunità (tiè tiè tiè) che corrispondesse alle mie doti e blablabla. La prossima volta provo con lo sciopero della fame, magari funziona meglio. Per lo meno dimagrisco.

Senza contare gli innumerevoli strumenti e oggettini più o meno apotropaici che sto rispolverando: la camicia che avevo all'esame (l'unico serio, sigh) in cui ho preso la mia prima lode (peccato sia orribile e inabbinabile con qualsiasi cosa decente); l'anello regalo di mamma e papà per i miei 18 anni (ah, quant'era bella giovinezza!); la giacca del tailleur della mia prima laurea (grandi speranze all'epoca!); il portafortuna comprato undici anni fa (ri-sigh) durante il campeggio itinerante in Toscana, e chi più ne ha più ne metta. E invece vuoi vedere che è colpa di quel cornetto rosso comprato 4 anni fa a Napoli ma che ho perso chissà dove durante i vari traslochi?! La vendetta del portafortuna perduto, apposto.

La verità è che sono stufa di insuccessi, rifiuti, mail che non arrivano e che, se arrivano, te la mettono in quel posto ti ripetono ad libitum 'riprova, sarai più fortunato'. Mi sto buttando sull'esoterico perchè non so più che cavolo fare per uscirne fuori.
A dir la verità non ho ancora esaurito tutte le risorse: non ho ancora fatto il bagnetto alla occhio, malocchio prezzemolo e finocchio.

Sto uscendo a comprare i peperoncini.





3 commenti:

  1. Anche io sono invaso a casa mia dai peperoncini, ma non per motivi scaramantici. Se vuoi, te ne faccio inviare un carico.
    Ormai penso che a casa mia siamo i massimi consumatori mondiali.

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  2. Sono passata dal tuo blog e mi è anche piaciuto tanto! Mi sono segnata tra i lettori fissi.
    Ci sono tante cose che abbiamo in comune. Una su tutte: la voglia di evasione dal paesello.
    Non vedo l'ora di leggere la seconda parte del racconto in Tanzania. Completala!

    Emme!

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    1. Ciao Emme, grazie per i complimenti e per il suggerimento, ero in calo di ispirazione...l'idea dell'Africa me l'ha fatta tornare! :-)

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