sabato 10 novembre 2012

PICCOLA CITTA', o della necessità dell'evasione e della bellezza dell'incontro

Piccola città, bastardo posto,
appena nato ti compresi o fu il fato che in tre mesi 
mi spinse via... (F. Guccini)

 Io di mesi ce ne ho messi un po'di più (per l'esattezza duecentoventitrè), a spingermi via, ma queste parole del grande Guccini mi ritornano sempre alla mente quando penso alla mia 'piccola città bastardo posto'. Vengo da una cittadina di provincia, che a me sembra un villaggione ma è pur sempre una città (Wikipedia dice che facciamo più di 100.000 abitanti!).
Ho sempre aspirato ad andarmene, da questo guscio.
Fin dall'ultimo anno del liceo, in cui contavo i giorni alla fine, sapevo che me ne sarei andata. Non sapevo dove e a far che, ma ero sicura che non sarebbe stato a casa. 'Purtroppo', la mia città natale ha un'ottima università pubblica, a detta una delle migliori in Italia. Soprattutto, ha un sacco di soldi e relazioni con l'estero. Per fortuna, i miei genitori hanno capito il mio bisogno di evasione, e mi hanno permesso di andare a studiare altrove: sono una privilegiata.

Essere catapultata dalla profonda provincia a una metropoli come Milano a 18 anni è stato forse il mio più grande shock culturale. E meno male.
Per la prima volta mi trovavo a vivere in una Città vera, dove in 10 minuti non facevi a piedi nemmeno due fermate di metro. E poi sono venuta a contatto con l'Italia, tutto il resto della penisola oltre i miei confini regionali: accenti, modi di dire, atteggiamenti, stili diversi. Dopo il primo anno di università, il mio cerchio di amicizie andava dalla Sardegna al Friuli, dalle Marche alla Sicilia. Legami che si sono consolidati nel tempo, nella convivenza, nel coinquilinaggio, nel condividere sogni e speranze da studenti, tanto che ancora oggi, a distanza di una decade, le persona conosciute negli anni dell'università a Milano sono ancora tra le mie amiche più care.

Poi, dall'Italia sono passata all'Europa e al mondo.
Ho avuto (di nuovo, che culo!) l'immensa fortuna di fare l'erasmus in una città vivacissima dal punto di vista studentesco. Oltre a tansissime università, a Grenoble c'è un rinomato centro per l'insegnamento del francese agli stranieri. E così, il mio è stato davvero un erasmus globale a 360°: oltre ad inglesi, tedeschi, spagnoli, francesi e finlandesi, ho stretto amicizie bellissime con americani, giapponesi, messicani, canadesi ed un ragazzo cinese. Tanti di loro li ho rivisti e siamo tutt'ora in contatto.

Insomma, andandomene via dal mio 'bastardo posto' a 18 anni, ho scoperto che il mondo è grande, vario e bello, soprattutto perchè è vario.
Mica scontato.
Tanta gente che conosco qui, nella mia città natale, non ha mai messo il naso fuori dall'uscio di casa, non per mancanza di possibilità, ma semplicemente perchè sta bene dove sta ed è convinta che questo sia il posto migliore del mondo. E allora, perchè sbattersi tanto ad andare in giro? Chi me lo fa fare di conoscere altra gente quando sto così bene con gli amichetti che ho conosciuto all'asilo, mi sono fidanzanta con il compagno di banco del liceo e le vacanze le passo nella casa di montagna dei nonni? Perchè imparare a cucinare il pad thai quando tutto il mondo ci invidia gli spaghetti al pomodoro e, se proprio devo andare fuori a cena, non c'è niente di meglio di una pizza?
Ne conosco parecchi  che la pensano così, che non hanno capito la mia scelta di andarmene a 18 anni e di non voler tornare.
Mi hanno definita snob e borghese per aver abbandonato la cara provincia per andare a Milano.
Mi hanno presa in giro perchè tornavo importando modi di dire e cadenze decisamente 'terrone' (ahimè, sì, con mio grande rammarico sono del nord).
Mi hanno guardata storta perchè alla polenta e funghi preferisco di gran lunga un biryani di agnello, odio le mele ma amo manghi e papaye, e allo strudel preferisco la tarte au citron meringuée.
Mi guardano storta perchè penso che la regione più bella d'Italia non sia la mia ma la Toscana, e perchè preferirei vivere a Roma che nella 'piccola città'.
Ora che, dopo tanto vagabondare, sono ferma all'ovile senza arte nè parte, pensano che sia la mia 'punizione' per essermene andata: cosa ci ho guadagnato? Se fossi rimasta qui, nella ricca, tranquilla ed accogliente 'piccola città', ora un posto da impiegata sicuramente lo avresti. Figurati se i contatti familiari non ti avrebbero trovato un posto da qualche parte.
Ci ho pensato, lo ammetto, in quesi mesi di crisi e di immobilità forzata e forzosa.
E se ricominciassi daccapo dove avevo interrotto tutto dieci anni fa?
Peccato che, se fossi rimasta qui, sarei rimasta cristallizzata per sempre nella figura che ero al liceo, etichettata a vita per quella ragazzina timida e un po'sfigata che ero. Non avrei avuto la possibilità di mettermi alla prova e capire cosa voglia dire essere soli con sè stessi e ricominciare daccapo, senza poter contare su altri che su di me. Avrei continuato a credere che non ci fosse posto migliore di quello in cui stavo, e mi sarei accontantata di quello che avevo.
Se c'è una cosa che credo di aver capito, e di cui sono fermamente convinta, è che il mondo lì fuori meriti di essere conosciuto, sempre e comunque. Quello che mi auguro per la mia vita futura, ovunque sarò, è di poter coltivare sempre la curiosità di conoscere l'altro e l'altrove, come ho fatto finora.



Nessun uomo è un'isola

Nessun uomo è un'isola,
intero in se stesso.
Ogni uomo è un pezzo del Continente,
una parte della Terra.
Se una zolla viene portata via dall'onda del mare,
la Terra ne è diminuita,
come se un promontorio fosse stato al suo posto,
o una magione amica o la tua stessa casa.
Ogni morte d'uomo mi diminusce,
perchè io partecipo all'Umanità.
E così non mandare mai a chiedere per chi suona la campana:
Essa suona per te.

John Donne

2 commenti:

  1. Sei del Trentino!!!
    Adoro il Trentino, la sua gente i suoi profumi, i suoi sapori, le sue vette e le sue valli.
    Per pagarmi gli studi all'Accademia ho lavorato come cameriera a Canazei per anni!

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    Risposte
    1. Grazie Tina, pensa che io invece adoro la tua di regione! Mamma mia, i sapori della Sardegna, il profumo del mirto, il mare, il vento...mi viene un sospiro nostalgico al solo pensiero!
      E grazie per essere passata qui 'dalle mie parti' virtuali! :-)

      Barbara

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