giovedì 25 ottobre 2012

re-AGIRE


La fase di stallo.
Da quando mi sono impuntata che non volevo più fare la stagista sei mesi qui, cinque lì,  ma volevo un lavoro vero (hohoho, che sciocchina), sono rimasta a piedi. Cioè, disoccupata. Almeno da stagista uno pseudo lavoro ce l'avevo, adesso manco quello.
Ammetto la mia estrema debolezza. Dopo tre mesi di ricerche infruttuose, rifiuti, scarti, rincorse, illusioni, prese in giro, proposte senza possibilità di rendenzione solo di stage, mi sono accasciata e ho smesso di cercare.
Non ho niente da dire a mia discolpa, posso solo confessare la mia fragilità e totale impreparazione psico-fisica ad affrontare la situazione.
Io che credevo di essere arrivata, dopo laurea, summer schools, stages, master, volontariato, altri stages e altri corsi.
Credevo di 'meritare' un lavoro, ma che fosse un lavoro che potessi definire tale. Uno dove non te ne devi andare dopo sei mesi, quando hai appena iniziato a capire come funzionano le cose. Uno dove non ti fanno scaricare la lavastoviglie in ufficio solo perchè sei la stagista, ma uno dove avrei comunque scelto di scaricare la lavastoviglie, ma non me l'avrebbe imposto nessuno in base alla gerarchia. Non è che volessi diventare Direttore Generale a Devco, anche assistente per l'Associazione Europea per la protezione dell'ornitorinco della Scurcola Marsicana e suoi affini sarebbe andato benone. Assistente. Anche assistente lavavetri, ma non stagista.

Invece nada. Invece di lottare, mi sono ripiegata in me stessa e ho chiuso i ponti con tutti. Ero talmente scontenta di me, talmente frustrata, che non avevo più voglia di vedere o parlare con nessuno, soprattutto perchè mi sembrava di essere l'unica sfigata nel baratro dell'inattività. Tutto mi sembrava inutile, e questo pensiero fisso mi ha letteralmente paralizzata per parecchi mesi.


Adesso, non so nemmeno io come nè perchè, ho deciso che bisogna reagire. Soprattutto AGIRE.

Continuerò a mandare le mie applications in giro per l'Europa, sperando che, per la legge dei grandi numeri, prima o poi qualcuno mi noti. Mi metterò a cercare qualche cosa anche qui, nella mia 'piccola città bastardo posto' (cit. Francesco Guccini), purchè sia qualche cosa che mi permetta di sopravvivere dignitosamente.

Continuerò anche a essere choosy e a pretendere un lavoro che sia dignitoso: dopotutto, se il mio Paese non mi vuole, non sarò certo io ad obbligarlo ad accettarmi: me ne andrò come ho già fatto tante volte, stavolta forse con un rimpianto in meno.

E, soprattutto, non rimarrò più immobile a non fare niente solo perchè 'non si sa mai che mi chiamino da qualche parte e debba partire mollando tutto'. Troppe volte ho soffocato desideri ed idee con questa scusa, che non ero stabile in nessun posto. Adesso ho capito che, probabilmente, stabile abbastanza non lo sarò mai, quindi non la userò più come scusa.

Mi sono re-iscritta in palestra. Con un abbonamento a entrate a scalare, così, anche se dovessi partire fra una settimana, le entrate che rimangono le potrò utilizzare quando torno a Natale, a Pasqua, o quando sarà.

Ho fatto una lezione di prova per un corso di espressione teatrale. Un sogno troppo a lungo rimasto nel cassetto, proprio perchè è un percorso che presume una presenza costante per parecchi mesi. Non so ancora se mi accetteranno, ma spero proprio di sì. Posso pagare a rate.

Domani, nel contesto della fiera del consumo critico e degli stili di vita sostenibili, partecipo al corso sul lievito madre.

Mi sono (ri)messa a scrivere. Ho iniziato a collaborare con un bellissimo blog di viaggi, altrove ed esperienze di vita, A Nordest Di che (ecco il mio primo articolo). E ho iniziato questo, di blog, il mio.

Sto seguendo alcune associazioni culturali, che appena mi aprono un corso di fotografia mi ci fiondo. E sto pensando di rimettermi a studiare tedesco...

Insomma, cerco di reagire. Di trovare almeno un po'di buono in tutto quello che viene. Di cercare di pensare con meno rigidità, senza tutti gli schemi che avevo prima. Per non rimanere delusa se qualche cosa non va come speravo che andasse, ma per stupirmi se succede qualche cosa che non immaginavo.
Non è facile, io che ero quella che o così o così, quella a cui va sempre tutto bene, come doveva andare, da copione. Ma chi l'ha detto che dovesse andare proprio così?
Mi sto riprendendo la mia vita, o almeno ci provo.


4 commenti:

  1. non sai quanto ti capisca :)
    a volte penso di essere davvero testarda, ma non in senso positivo, proprio di coccio, un'illusa, insomma. altre volte, leggo cose come questa e penso che alla fine non sono l'unica ;)
    (ps. stavo provando ad aggiungermi ai tuoi lettori fissi ma non riesco a trovare la sezione... o forse non c'è? comunque in bocca al lupo e a presto, roberta)

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    1. Ciao Roberta,
      grazie mille per il tuo commento, anche io mi ritrovo moltissimo in quello che scrivi (ho dato una rapida sbirciata al tuo blog, complimenti!)...non che il 'mal comune mezzo gaudio' sia una gran consolazione, ma fa comunque piacere non essere sole sulla barca che affonda :-P
      Adesso dovrebbe visualizzarsi il link per i lettori fissi, purtroppo non sono molto pratica di Blogger e ci sto ancora smanettando dietro.
      Speriamo che sto lupo crepi, in bocca sempre al lupo anche a te!!
      Barbara

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  2. ah grazissimo! ci sono riuscita.... figurati che io uso blogger a livello molto basic e a volte vorrei spingermi più oltre ma poi le cose non mi vengono! vabbè lo scoprirò pian piano :)

    per carità il mal comune ci deve giusto consolare all'inizio, poi mi sa che dobbiamo iniziare a incitarci l'un l'altro vicendevolmente bloggango bloggando !

    a presto allora, abbracci :)

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  3. Ciao! E' da un po' di giorni che seguo il tuo blog, l'ho trovato davvero bello da leggere, soprattutto perché vero.

    Dopo aver letto questo post ho pensato: "Oh, finalmente qualcosa di positivo!". Io credo che molte volte siamo noi stessi a creare le occasioni giuste nella vita e se ci rassegnamo nella ricerca è come se in qualche modo ci rassegnassimo a raggiungere l'obbiettivo che ci si era prefitti. Una frase che ho fatto mia è "Omnis faber est suae quisque fortunae". Quindi sii tenace che prima o poi ne verrai ripagata, anche perché sul bagnato non può piovere per sempre.

    Continua a scrivere.

    A presto!

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