sabato 13 ottobre 2012

...meglio la seconda!


Ok, calma, ragioniamo.
Forse ieri, presa dall'entusiasmo della neofita, non ho be ponderato cosa significasse avere un blog e, soprattutto, cosa volessi farne. Va bene, mi piace scrivere, mi piace viaggiare, mi piace cucinare e mangiare, adoro leggere fumetti giapponesi. E di questo, cose voglio farne? Ma, soprattutto, achiglienefregaunaemerita?

Blog di ricette, ce ne sono ormai a bizzeffe. Belli, consolidati e tenuti da persone molto più brave di me. Spignattare e mettere le mani in pasta mi piace, è la mia passione, soprattutto perchè poi mi piace mangiare quello che produco (gnehehe). Ma, diciamocelo, non ho la costanza, la fantasia e tantomeno la tecnica per mettermi lì a provare regolarmente ricette nuove. Preferisco curiosare in giro, attratta dalle magnifiche foto che corredano le opere d'arte mangereccia delle varie artiste della rete, e cercare di riprodurre a modo mio le loro creazioni. Poi gli amici vengono a farmi da cavie.

Foodblogger nemmeno mi ci vedo.
Anzitutto perchè preferisco investire le mie (magre) finanze in altro che non siano sorbetti al tartufo d'Alba, soufflé in foglia d'oro o risotti allo champagne e caviale. A me piace mangiare, e anche bene, ma il cibo lo concepisco ancora come qualche cosa di accessorio, che può rendere migliore un'uscita con amici, una serata in compagnia o un viaggio. Non ne farei lo scopo principale della mia vita e del mio tempo libero, mentre conosco gente che risparmia per andare nel pluristellato di turno e lasciarci cinquecento euro per una cena, o pianifica le vacanze per andare in Borgogna nella stagione della vendemmia o in Islanda per la schiusa dei licheni da insalata. No, decisamente non sono io.

Parlare solo di viaggi? Beh ma io, spesso e volentieri, più che un viaggio faccio un'esperienza, nei posti dove vado ci vivo, non faccio la classica turista o, per lo meno, non solo quello. Ma per raccontare di posti vicini e lontani, dare consigli e dritte ci sono già grandi siti come Tripadvisor e turistipercaso (dei quali, per altro, sono appassionata fruitrice e contributrice), e allora perchè aprire un blog mio?

Così (meno male che la notte porta consiglio) ci ho ripensato e mi sono detta: perchè non fare qualche cosa che possa anche, guarda caso, interessare chi mi legge? Delle mie vacanze a Santorini, del mio ultimo cheesecake ai frutti di bosco o di che gusti ho preso alla gelateria dei Gracchi a Roma non gliene frega niente a nessuno. Però, forse, a quelli come me che vagano in giro per l'Europa ed il mondo in cerca della propria strada o, più naturalmente, di un futuro migliore che a casa loro non riescono a costruire, beh forse a quelli così, quelli come me, potrebbe far piacere sapere che non sono gli unici, che alle difficoltà seguono le soddisfazioni, che all'entusiasmo seguono le delusioni, che si va avanti lo stesso.

Ecco quindi che nasce precariaMENTEando, il blog di una precaria.

Precaria nel lavoro che non si sa mai se c'è e se può durare, precaria nella dimora (quindici, dico 15 traslochi negli ultimi dieci anni, più due viaggi della speranza di mesi in cui mi sono portata dietro, fra andata e ritorno, questo mondo e quell'altro), precaria nei sentimenti e nelle convinzioni, perchè di idee ne ho cambiate tante e di persone ne ho trovate e perse anche tante.
Insomma, un blog sempre in fieri, dove si parla di esperienze, di incontri e scontri, della difficoltà di tirare avanti e di trovare una stabilità nel mondo di oggi. Oggi qui, domani lì, dopodomani non si sa. Ma forse, mettendo tutto nero su bianco e condividendo le mie esperienze, riuscirò a capirne qualche cosa. Per mantenere il filo, sulla pagina "le mollichine di Pollicino" ho elencate, in ordine cronologico, le tappe della mia vita precaria: esperienze di vita, studio, lavoro, volontariato, in Europa e nel mondo, da dove sono partita e dove sono arrivata fino adesso.
Enjoy.

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